Mentre a Napoli, come consueto, si registrano numerosi sequestri di pseudo bombe molto e troppo pericolose per festeggiare l'anno nuovo (la bomba Cavani è la più gettonata), l'Italia intera s'appresta a botti di altro genere. Infatti i movimenti di mercato, stracittadini in particolare, infiammano l'ambiente del calcio e vedono sul palco dei protagonisti il nuovo corso dell'Inter targato Leonardo e un Milan sempre più ambizioso che ora può annoverare tra le sue fila anche Antonio Cassano e probabilmente anche Luca Toni, a breve (tempo di parcheggiare Dinho in Brasile). E' un derby che non è giocato sul campo, bensì basato su dichiarazioni, annunci e sopratutto acquisti. Facciamo però un passo indietro, riavvolgiamo il nastro di questo inizio di stagione: l'Inter e il Milan, più agguerrite che mai, si presentano al nastro di partenza con alte aspettative, nuovi allenatori, grandi acquisti e l'obbiettivo, non solo di fare bene come sempre annunciato nelle dichiarazioni pre-campionato, ma velatamente di dare grandi soddisfazioni ai propri tifosi. Le cose non vanno come dovevano, almeno per quanto riguarda l'Inter che non trova l'assetto giusto e non è compatta, non ha l'approccio che aveva con Mourinho. Benitez trova come attenuanti una campagna acquisti nulla che non ha portato alcun giocatore alla pinetina, eccetto il giovanissimo Coutinho (che ha bisogno di essere svezzato prima di essere lanciato definitivamente) e il secondo di J.C. Castellazzi. L'umore della squadra scema e per questo non ottiene risultati soddisfacenti, ha qualche lampo di classe, vince anche il Mondiale per club ma nonostante questo il Presidente Moratti si assume la rischiosa responsabilità di esonerare il tecnico spagnolo, affidando la gestione della squadra a Leonardo, ex bandiera e allenatore del Milan. Appunto, il Milan. Il patron Berlusconi, durante quest'estate, parve piuttosto schivo di fronte alle numerose opportunità offerte dal mercato. Nonostante ciò, il neo-tecnico livornese Allegri ha preteso un miglioramento della squadra e forse, coadiuvato dalla situazione politica in cui si trovava il Presidente del Consiglio, è riuscito ad ottenere in un sol colpo KP Boateng (in compartecipazione con il Genoa), Ibrahimovic e il brasiliano Robinho. A suon di samba il Milan targato Allegri vince facile con molte squadre, fabbrica un calcio che in Italia non ha eguali e si fa rispettare anche in Europa. Ci sono degli intoppi tecnici, vedi gli infortuni di Pato, ma la squadra dimostra una grande capacità di adattamento a situazioni sfavorevoli e grazie ai nuovi metodi di Allegri, che elabora nuove soluzioni tattiche, traccia per ora un percorso netto verso la vetta della classifica. Come se non bastasse la vetta solitaria della graduatoria della serie A, il Milan con il tempismo di chi ha inesauribile fame di vittorie, prende il genio pazzo di Bari Cassano e da uno schiaffo morale alle avversarie in campionato.
Di certo le altre grandi non sono seduti ai posti degli spettatori, anche loro sono in fermento, alla disperata ricerca della punta, piuttosto che dell' arcigno difensore al quale affidare il lucchetto della propria difesa...gli spettatori siamo noi, noi che cogliamo l'occasione per augurarVi un felice anno nuovo.
mercoledì 29 dicembre 2010
martedì 21 dicembre 2010
La leghista e il pianista
E' la vigilia. Domani al Senato ci sarà il tanto atteso voto sulla riforma dell'università dopo il quale solo la firma del Presidente Napolitano potrà rendere effettivo questo decreto. Nel frattempo, in questi giorni al vaglio dei senatori vi sono vari emendamenti, proposti da maggioranza o opposizione, che nella giornata di oggi sono stati protagonisti di una brutta giornata per la democrazia italiana. Quest'oggi a sostituire il Presidente del Senato Schifani c'era la leghista Rosy Mauro che, per velocizzare l'esamina dei provvedimenti, ha dichiarato nel caos generale approvati vari emendamenti senza richiedere il legittimo voto dei senatori. Poco prima dalle varie agenzie è stata battuta notizia allo stesso modo scandalosa che vede il Ministro dei Beni culturali votare per 3 volte anche per l'assente Maurizio Sacconi. Ma questa in cui viviamo cos'è? La dobbiamo chiamare per sport democrazia o la vogliamo rendere effettiva? E' inaccettabile, per qualunque schieramento si tratti, che accadano eventi così irrispetosi per tutti gli italiani. Invocavo una presa di coscienza, un senso di vera responsabilità in un recente articolo del quale ora stiamo vivendo le conseguenze. Invece assistiamo a uno spettacolo indecoroso che va avanti da troppo tempo, del quale gli italiani non ne possono più in quanto vogliono che si parli di loro e sopratutto dei loro problemi. I presupposti ci sono (appunto, la riforma), i modi sono da decisamente da riguardare. Non credo sia utopico un atto di giustezza nei confronti della dignità che abbiamo tutti noi, spettatori di un corpo di rappresentanti del quale dovremmo vergognarci.
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politica
lunedì 20 dicembre 2010
I campioni del mondo cambiano timoniere...
Con la vittoria nel mondiale per club si è chiuso un anno storico per l'Inter. 5 trofei in un'unica stagione costituiscono un'impresa mai raggiunta e forse irripetibile, solo una grandissima squadra sotto tutti gli aspetti può essere in grado di centrare in un sol colpo campionato, coppa nazionale e coppa dei campioni... Tuttavia per la società di Via Durini non si preannuncia un inizio di 2011 stabile e con delle sicurezze. Il nuovo allenatore Rafa Benitez sembra ormai giunto al capolinea, dopo un inizio di campionato disastroso e ben 7 sconfitte in soli 3 mesi, nonostante abbia vinto 2 su 3 trofei disponibili. Prima della competizione mondiale, la situazione era chiara: in caso di fallimento il presidente Moratti avrebbe dato il ben servito all'allenatore spagnolo. Tuttavia, la brillante vittoria nel trofeo è stata accompagnata da uno sfogo davvero atipico per gli standard comunicativi di Benitez. Rafa ha detto chiaro e tondo di esser rimasto deluso dal mercato estivo della società, che gli aveva promesso ben 3 innesti di valore, mentre l'ha invece costretto ad accontentarsi dei soli Castellazzi e Biabiany, giocatori di valore ma decisamente di second'ordine.
Benitez ha perso insomma la pazienza per il semplice fatto che tutte le colpe del negativo inizio di stagione sono state addossate soltanto a lui, che ha dovuto fronteggiare dapprima una rosa che non si adattava del tutto al suo credo tattico e poi una lunga serie di infortuni a catena che ha reso un seppur attrezzato organico ai minimi termini, costringendolo a lanciare giovani di belle speranze ma ancora acerbi tatticamente.
Potremmo definirlo come un autoesonero poichè Moratti ha ben poche intenzioni di investire denaro per gli acquisti richiesti (altrimenti l'avrebbe fatto già ad agosto) in quanto ritiene la rosa supercompetitiva poichè è stata in grado di vincere tutto ciò che si poteva. In realtà le cose non stanno così: il valore della rosa è pressochè lo stesso rispetto all'era Mourinho, ma è chiaro che molti degli uomini più importanti vengono da una stagione stremante dal punto di vista fisico e mentale, inoltre, nonostante il modulo sia rimasto lo stesso (4-2-3-1), il modo di giocare di Benitez è volto molto più al possesso palla rispetto a quello del portoghese che invece predilige le ripartenze e la distruzione del gioco avversario. Per questo motivo, da tifoso nerazzurro mi schiero apertamente a sfavore di Moratti, che spero non esoneri Benitez, l'unico allenatore dal '95 a oggi a non esser stato accontentato sul mercato..
Benitez ha perso insomma la pazienza per il semplice fatto che tutte le colpe del negativo inizio di stagione sono state addossate soltanto a lui, che ha dovuto fronteggiare dapprima una rosa che non si adattava del tutto al suo credo tattico e poi una lunga serie di infortuni a catena che ha reso un seppur attrezzato organico ai minimi termini, costringendolo a lanciare giovani di belle speranze ma ancora acerbi tatticamente.
Potremmo definirlo come un autoesonero poichè Moratti ha ben poche intenzioni di investire denaro per gli acquisti richiesti (altrimenti l'avrebbe fatto già ad agosto) in quanto ritiene la rosa supercompetitiva poichè è stata in grado di vincere tutto ciò che si poteva. In realtà le cose non stanno così: il valore della rosa è pressochè lo stesso rispetto all'era Mourinho, ma è chiaro che molti degli uomini più importanti vengono da una stagione stremante dal punto di vista fisico e mentale, inoltre, nonostante il modulo sia rimasto lo stesso (4-2-3-1), il modo di giocare di Benitez è volto molto più al possesso palla rispetto a quello del portoghese che invece predilige le ripartenze e la distruzione del gioco avversario. Per questo motivo, da tifoso nerazzurro mi schiero apertamente a sfavore di Moratti, che spero non esoneri Benitez, l'unico allenatore dal '95 a oggi a non esser stato accontentato sul mercato..
domenica 19 dicembre 2010
Cambio di passo
Consultando come ogni domenica la pagina 203 di Televideo, quella della classifica della Serie A, è stato facile riscontrare un certo livellamento, aleggiato durante quest'estate e divenuto dura realtà in queste ultime settimane. La campagna acquisti estiva è stata il preludio di una stagione, quella dopo il Mondiale che notoriamente è molto intensa, impegnativa e quindi più combattuta. Infatti, oltre a questo abbiamo assistito a un mescolamento di carte che han permesso a molto squadre di poter usufruire al meglio delle innovazioni portate dagli allenatori e anche dai giocatori. Eclatante è in questo senso il caso della Juventus che ha cambiato gran parte della dirigenza, ha ben puntellato la squadra, in poche parole ha capito di cosa avesse necessariamente bisogno e ponendo questo alla base, ha costruito una macchina efficiente che finalmente si può permettere di avere giocatori molto importanti infortunati senza che questi problemi influenzino l'assetto della squadra. Questo è un aspetto molto importante, una cambiamento operato finalmente da persone competenti, persone che respirano calcio, persone che hanno esperienza in questo campo.
La classifica parla chiaro: la squadra di Del Neri è compatta e pronta per aggiornare la bacheca di Corso Galileo Ferraris. E' indubbio che il pareggio di oggi contro il Chievo possa essere assimilato come un neo, dato che dal punto di vista morale della squadra è importante portare a casa un risultato positivo, sopratutto tenendo conto della sconfitta del Milan, con la prospettiva di poter recuperare il divario in classifica. Ma ciò che deve rendere tranquilli i giocatori e in primis i tifosi è il cambiamento di marcia facilmente riscontrabile tra la stagione passata e quella corrente. La quadratura del cerchio è cosa fatta, l'asse centrocampo-attacco è migliorato grazie all'inserimento di Aquilani, fondamentale per la sua qualità, e Krasic, l'unico vero tornante del dopo-Nedved. Appunto, è questa la differenza sostanziale: più oculata la linea societaria e economica. La cessione di Diego è stato un colpo basso per molti, ma di fronte all'opportunità di poter reinvestire quel malloppo su giocatori di sicura affidabilità, esperienza e calatura tecnico-tattica la dirigenza ha ben fatto a disegnare una fitta rete di prestiti, onerosi e non, e acquisti definitivi che han permesso a Del Neri di gestire meglio eventuali imprevisti. Importanti sono risultati gli innesti di Aquilani, Quagliarella, Bonucci e Krasic che come si evince sono il prodotto di un'equa distribuzione del budget messo a disposizione dalla società per uscire la testa dal guscio e tornare ad essere protagonisti in panorama nazionale. Ci aspettavamo un migliore arrivederci al 2011, c'è rammarico per la ghiotta occasione di tenere il passo della Lazio e del fortunoso Napoli ma la cosa che rimane come monito è ciò che dicevo poco fa: tornare ad essere protagonisti è l'obietivo per questa stagione, è la base per le prossime stagioni, è l'elemento che fa dimenticare le ultime stagioni.
La classifica parla chiaro: la squadra di Del Neri è compatta e pronta per aggiornare la bacheca di Corso Galileo Ferraris. E' indubbio che il pareggio di oggi contro il Chievo possa essere assimilato come un neo, dato che dal punto di vista morale della squadra è importante portare a casa un risultato positivo, sopratutto tenendo conto della sconfitta del Milan, con la prospettiva di poter recuperare il divario in classifica. Ma ciò che deve rendere tranquilli i giocatori e in primis i tifosi è il cambiamento di marcia facilmente riscontrabile tra la stagione passata e quella corrente. La quadratura del cerchio è cosa fatta, l'asse centrocampo-attacco è migliorato grazie all'inserimento di Aquilani, fondamentale per la sua qualità, e Krasic, l'unico vero tornante del dopo-Nedved. Appunto, è questa la differenza sostanziale: più oculata la linea societaria e economica. La cessione di Diego è stato un colpo basso per molti, ma di fronte all'opportunità di poter reinvestire quel malloppo su giocatori di sicura affidabilità, esperienza e calatura tecnico-tattica la dirigenza ha ben fatto a disegnare una fitta rete di prestiti, onerosi e non, e acquisti definitivi che han permesso a Del Neri di gestire meglio eventuali imprevisti. Importanti sono risultati gli innesti di Aquilani, Quagliarella, Bonucci e Krasic che come si evince sono il prodotto di un'equa distribuzione del budget messo a disposizione dalla società per uscire la testa dal guscio e tornare ad essere protagonisti in panorama nazionale. Ci aspettavamo un migliore arrivederci al 2011, c'è rammarico per la ghiotta occasione di tenere il passo della Lazio e del fortunoso Napoli ma la cosa che rimane come monito è ciò che dicevo poco fa: tornare ad essere protagonisti è l'obietivo per questa stagione, è la base per le prossime stagioni, è l'elemento che fa dimenticare le ultime stagioni.
sabato 4 dicembre 2010
Not good, Mario...
Bad Boy, era stato così denominato Mario Balotelli dai tabloid inglesi all'indomani del trasferimento al Manchester City. Il ragazzo di chiare origini ghanesi si porta dietro una reputazione sporcata da tanti episodi sgradevoli che probabilmente non hanno insegnato nulla nonostante una lunga trafila di punizioni, non convocazioni e tribune. E' deprimente vedere un ragazzo così giovane, fortunato, calcisticamente precoce che non è supportato, invece, da un adeguato rigore morale e comportamentale. E' odierna la notizia secondo la quale Balotelli avrebbe menato il difensore tedesco Jerome Boateng. La rissa, forse, è il risultato del malcontento che c'è nello spogliatoio di Mancini, accusato di non avere polso ed essere molto permissivo con Balotelli, il privilegiato. Il tecnico italiano non è nelle migliori condizioni per un allenatore in quanto non sta ottenendo i risultati paventati dopo la grandiosa campagna acquisti, che tra l'altro ha portato nella città degli Oasis Mario Balotelli dopo una lunga trattativa con l'Inter e il suo agente, Mino Raiola. Ciò che un pò tutti vorremmo, anche in ottica Nazionale, è un comportamento degno di un giocatore della sua calatura tecnica. Non è facile cambiare atteggiamento, comportamento, reazioni (indipendentemente dal fatto che abbia ragione o meno) ma infondo dovrebbe capire che una condotta che definirei normale sarebbe d'aiuto in molti casi, in ogni aspetto della sua vita pubblica, anche nel campo di gioco in quanto sarebbe più tranquillo e meno irruento. E' facile fare l'esempio di Cassano, in questo modo non si fa altro che mettere pressione su un giocatore, o meglio uomo che probabilmente è più fragile di quanto la sua statura non possa far trasparire. Non bastano le interviste farcite di tante belle parole, aspettiamo pazientemente i fatti confidando nella sua crescita e nella consapevolezza dell'importanza di essa anche per un miglioramento in campo professionale.
venerdì 3 dicembre 2010
Cleveland in my mind
"Sarà emozionante tornare da tifosi che ancora amo" by LeBron James.
E' il pensiero della "Puttana di Akron" a poche ore dalla partita del come back nell'arena che è stata la sua arena, arena dalla quale ha deciso di andarsene per formare con Wade e Bosh un trio di stelle che hanno il solo compito di vincere e fare spettacolo. Puttana perchè in Ohio è considerato come traditore in quanto lui era legato a questa franchigia da vincoli affettivi e familiari, vincoli che si sono rotti a causa di molte insoddisfazioni, della volontà di vincere non solo premi individuali, bensì di mettere alle dita anelli che valgono il titolo. Dal punto di vista sportivo, infatti, la scelta di James è legittima...però nasconde una sofferenza di fondo che probabilmente lo condizionava nei Cavs, sofferenza nei confronti di sbagliate e non adeguate scelte di mercato che lo hanno indotto a cambiare aria, con meno pressioni in cui lui coopera in un team che può vantare 3 pezzi da novanta. E' stato un colpo al cuore ai tifosi, ai suoi tifosi, ai tifosi che stanotte probabilmente lo fischieranno, ai tifosi che ancora non sopportano l'idea di poterlo vedere con un'altra casacca. Non sarà la classica partita di regular season, questa ha un significato particolare, una sfida nella sfida, una sfida che addirittura potrebbe fungere da spartiacque per la squadra che riuscirà ad avere la meglio in campo. In ogni caso, è un banco di prova suggestivo per i protagonisti dello show, uno spettacolo che di certo non sarà deludente vista l'atmosfera da playoffs che c'è nell'aria. Tutto ciò tra poco meno di 2 ore!
Per chi volesse vedere la partita, questo è il link di Miami Heat - Cleveland Cavaliers
E' il pensiero della "Puttana di Akron" a poche ore dalla partita del come back nell'arena che è stata la sua arena, arena dalla quale ha deciso di andarsene per formare con Wade e Bosh un trio di stelle che hanno il solo compito di vincere e fare spettacolo. Puttana perchè in Ohio è considerato come traditore in quanto lui era legato a questa franchigia da vincoli affettivi e familiari, vincoli che si sono rotti a causa di molte insoddisfazioni, della volontà di vincere non solo premi individuali, bensì di mettere alle dita anelli che valgono il titolo. Dal punto di vista sportivo, infatti, la scelta di James è legittima...però nasconde una sofferenza di fondo che probabilmente lo condizionava nei Cavs, sofferenza nei confronti di sbagliate e non adeguate scelte di mercato che lo hanno indotto a cambiare aria, con meno pressioni in cui lui coopera in un team che può vantare 3 pezzi da novanta. E' stato un colpo al cuore ai tifosi, ai suoi tifosi, ai tifosi che stanotte probabilmente lo fischieranno, ai tifosi che ancora non sopportano l'idea di poterlo vedere con un'altra casacca. Non sarà la classica partita di regular season, questa ha un significato particolare, una sfida nella sfida, una sfida che addirittura potrebbe fungere da spartiacque per la squadra che riuscirà ad avere la meglio in campo. In ogni caso, è un banco di prova suggestivo per i protagonisti dello show, uno spettacolo che di certo non sarà deludente vista l'atmosfera da playoffs che c'è nell'aria. Tutto ciò tra poco meno di 2 ore!
Per chi volesse vedere la partita, questo è il link di Miami Heat - Cleveland Cavaliers
martedì 30 novembre 2010
"Vieni via con me": un fenomeno televisivo..
Si è chiusa ieri sera con un'altra vittoria netta nello share la prima e speriamo non ultima edizione del programma di Raitre "Vieni via con me" condotto da Fabio Fazio con la stabile partecipazione dello scrittore Roberto Saviano, famoso per il suo bestseller "Gomorra", un racconto che ha rivoluzionato il modo di vedere la mafia da parte degli italiani.
Anche nelle precedenti 3 puntate il programma di Raitre ha raggiunto picchi di ascolto mai visti negli ultimi anni dalla terza rete Rai, battendo nettamente la concorrenza e in particolare il Grande Fratello di Mediaset.
Nelle 4 puntate del programma si sono alternati sul palco personaggi di spicco della cultura e della politica italiana, da Dario Fo a Roberto Benigni, passando per Fini, Bersani e Maroni, personaggi del panorama musicale come Ligabue o Elio e le storie tese e anche i vari Corrado Guzzanti, Renzo Piano e Milena Gabanelli. La formula del programma è da subito risultata innovativa e competitiva, con la lettura di elenchi da parte dei vari personaggi coinvolti, una formula davvero positiva attraverso il quale, sia i già citati personaggi che gente comune hanno manifestato il proprio dissenso verso molte problematiche dell'Italia, mostrando ciò che loro vorrebbero per il nostro paese. Sono stati trattati i temi più svariati nel corso delle puntate, dalla politica vista in chiave comica con Benigni e Guzzanti al tema dell'eutanasia trattato con la testimonianza di chi certe situazioni le ha vissute. Il protagonista assoluto è però stato Roberto Saviano. Anche chi ha avuto la fortuna di leggere il suo libro è rimasto colpito dalla forza emotiva dei suoi racconti sulla mafia, con l'unico scopo di aprire gli occhi alla gente su come risolvere questo problema, educandoci alla legalità, unico modo per uscire da un sistema che alla gente fa anche comodo in quel di Napoli e non solo...In conclusione vorrei dire che programmi di questo genere fanno bene alla televisione e dimostrano una libertà di parola e di espressione davvero rara in questo periodo. Basti pensare che il programma è prodotto dalla Endemol interamente nelle mani della Mediaset e quindi del nostro premier Berlusconi... e tante volte il programma ha saputo contestare gli aspetti negativi del suo governo... è un esempio di libertà di espressione notevole che fa di "Vieni via con me" il fenomeno mediatico del 2010 e che ci ha dato la possibilità di scegliere una televisione diversa da quella dei grandi fratelli...
Anche nelle precedenti 3 puntate il programma di Raitre ha raggiunto picchi di ascolto mai visti negli ultimi anni dalla terza rete Rai, battendo nettamente la concorrenza e in particolare il Grande Fratello di Mediaset.
Nelle 4 puntate del programma si sono alternati sul palco personaggi di spicco della cultura e della politica italiana, da Dario Fo a Roberto Benigni, passando per Fini, Bersani e Maroni, personaggi del panorama musicale come Ligabue o Elio e le storie tese e anche i vari Corrado Guzzanti, Renzo Piano e Milena Gabanelli. La formula del programma è da subito risultata innovativa e competitiva, con la lettura di elenchi da parte dei vari personaggi coinvolti, una formula davvero positiva attraverso il quale, sia i già citati personaggi che gente comune hanno manifestato il proprio dissenso verso molte problematiche dell'Italia, mostrando ciò che loro vorrebbero per il nostro paese. Sono stati trattati i temi più svariati nel corso delle puntate, dalla politica vista in chiave comica con Benigni e Guzzanti al tema dell'eutanasia trattato con la testimonianza di chi certe situazioni le ha vissute. Il protagonista assoluto è però stato Roberto Saviano. Anche chi ha avuto la fortuna di leggere il suo libro è rimasto colpito dalla forza emotiva dei suoi racconti sulla mafia, con l'unico scopo di aprire gli occhi alla gente su come risolvere questo problema, educandoci alla legalità, unico modo per uscire da un sistema che alla gente fa anche comodo in quel di Napoli e non solo...In conclusione vorrei dire che programmi di questo genere fanno bene alla televisione e dimostrano una libertà di parola e di espressione davvero rara in questo periodo. Basti pensare che il programma è prodotto dalla Endemol interamente nelle mani della Mediaset e quindi del nostro premier Berlusconi... e tante volte il programma ha saputo contestare gli aspetti negativi del suo governo... è un esempio di libertà di espressione notevole che fa di "Vieni via con me" il fenomeno mediatico del 2010 e che ci ha dato la possibilità di scegliere una televisione diversa da quella dei grandi fratelli...
domenica 28 novembre 2010
Se entri nel cerchio sei libero
L'Africa per noi è niente, l'Africa per noi è lontana, l'Africa per noi è fuori dal mondo; ma l'Africa non è solo sofferenza, l'Africa è anche amore, affetto, giochi, relazioni sociali, gioia, l'Africa è anche vita!
A raccontarci la vita in Africa, quella vera, non quella strumentalizzata dai mass media, ci pensa Adama, un ragazzo del Burkina Faso, che dopo aver vissuto per tanti anni in Africa, dopo aver lottato contro un padre-oppressore, è venuto a vivere in Italia. Aiutato da Antonella Ossorio ci racconta della sua infanzia, delle liti fatte per andare a scuola, della povertà, della miseria, ma soprattutto dell'amicizia e dell'amore.
Se entri nel cerchio sei libero ci offre uno spaccato della vita nel continente nero, in tutta la sua umanità, una umanità che va aiutata, partendo dalle basi, il cibo, le case e l'istruzione.
Un libro piacevole e facile da leggere, ma che sa stimolare il lettore attento a delle riflessioni importanti su una realtà che poco conosciamo e che spesso osserviamo dall'alto della nostra presunzione di "paesi ricchi", mentre invece è una terra vicina e allo stesso tempo lontana, diciamo "diversa"...
"Da quando vivo in Italia ho capito una cosa: sono molti, in occidente, a portarsi addosso la sindrome di Kabu N'Mua. Perciò, se vuoi bene a una persona, ma non glielo dici, può succedere che lei non se ne accorga. E questa non è una cosa buona. Certe parole, quando ce n'è bisogno, non vanno trattenute. Ma preziose come sono, non vanno nemmeno sprecate. Invece a Basnja le parole non servono. Lui l'affetto lo dimostra come sa e come può, tanto chi deve capire capisce. E' in questo modo che funziona qui, e non è né meglio né peggio. E' soltanto diverso."
A raccontarci la vita in Africa, quella vera, non quella strumentalizzata dai mass media, ci pensa Adama, un ragazzo del Burkina Faso, che dopo aver vissuto per tanti anni in Africa, dopo aver lottato contro un padre-oppressore, è venuto a vivere in Italia. Aiutato da Antonella Ossorio ci racconta della sua infanzia, delle liti fatte per andare a scuola, della povertà, della miseria, ma soprattutto dell'amicizia e dell'amore.
Se entri nel cerchio sei libero ci offre uno spaccato della vita nel continente nero, in tutta la sua umanità, una umanità che va aiutata, partendo dalle basi, il cibo, le case e l'istruzione.
Un libro piacevole e facile da leggere, ma che sa stimolare il lettore attento a delle riflessioni importanti su una realtà che poco conosciamo e che spesso osserviamo dall'alto della nostra presunzione di "paesi ricchi", mentre invece è una terra vicina e allo stesso tempo lontana, diciamo "diversa"...
"Da quando vivo in Italia ho capito una cosa: sono molti, in occidente, a portarsi addosso la sindrome di Kabu N'Mua. Perciò, se vuoi bene a una persona, ma non glielo dici, può succedere che lei non se ne accorga. E questa non è una cosa buona. Certe parole, quando ce n'è bisogno, non vanno trattenute. Ma preziose come sono, non vanno nemmeno sprecate. Invece a Basnja le parole non servono. Lui l'affetto lo dimostra come sa e come può, tanto chi deve capire capisce. E' in questo modo che funziona qui, e non è né meglio né peggio. E' soltanto diverso."
sabato 27 novembre 2010
Spettatori di...
Agli albori di questo blog ci fu uno scandalo che in prima persona trattai e che, visti i tempi lunghi e la gravità delle accuse, ancora non ha visto la parola 'fine' su di esso. Infatti, il caso-Contador è in via di definizione nel senso che probabilmente entro la fine dell'anno corrente ci sarà una sentenza sul corridore che per la prossima stagione ha firmato un contratto con la Saxo Bank di Bjarne Rijs e che sarà presente al primo raduno stagionale a Fuerteventura il 28 Novembre. Nel frattempo ci sono state una serie di analisi che hanno riguardato la famigerata carne che, a quanto pare, il ciclista di Madrid avrebbe ingerito e che avrebbe causato secondo i legali del ciclista i valori anomali nel suo sangue. E' stato riscontrato che ormai da 2 anni il clenbuterolo non viene più utilizzato per far ingrassare gli animali da macello nella zona dove è stato acquistato il prodotto (Paesi Baschi), questo quindi implicherebbe un serio problema per il ciclista che vedrebbe svanita tutta la fiducia verso una risoluzione a suo favore della vicenda. Queste sono indiscrezioni che potrebbero essere smentite ma che allo stesso tempo già provocano sconforto nell'imputato. Infatti, Contador secondo le sue ultime dichiarazioni non esclude il fatto di potersi ritirare dopo un'eventuale risoluzione negativa di questa vicissitudine. Aggiunge, però, che non riesce a immaginare tutto ciò.
Quindi, è possibile che sia stato un errore?
Non ci sono spiegazioni che reggono in quanto in questi casi è tutto legato ai risultati delle controanalisi e dei test che sono in corso da parte della Wada. L'errore, senza dubbio, toglierebbe credibilità all'agenzia antidoping che in questi ultimi anni ha lavorato molto bene individuando, attraverso un nuovo sistema di rilevamento di valori anomali, tutti coloro che hanno commesso irregolarità. Questa ipotesi, poi non così troppo remota, è tenuta in piedi dal fatto che Contador sostiene sia stata un'intossicazione alimentare. Inoltre, i legali di Contador hanno anche affermato che "l'attuale sistema di controllo della carne non è inattaccabile e non è sufficiente per evidenziare sospetti di frode, là dove questi esistano". Tutte queste accuse sia che siano rivolte a Contador che alla Wada non possono essere valutate senza la documentazione necessaria a farlo, ma per questo è anche importante focalizzare l'attenzione sull'aspetto morale della vicenda. Ormai, secondo l'opinione pubblica l'immagine di Contador è legata al doping, è qui che c'è il vero errore. Per questo, forse Contador pensa al ritiro, perchè se venisse accertata la sua innocenza in ogni caso la sua etichetta rimarrebbe tale.
E' un peccato che non verrà ricordato per le sue imprese, magari sul Tourmalet, sul Galibier, sul Mont Ventoux, sull'Alpe d'Huez, sui Pirenei ma anche sulle Alpi, senza dimenticare gli Appennini, ma anche per vicende fuori dalla corsa che incidono e non poco nella valutazione complessiva di un atleta.
mercoledì 24 novembre 2010
Espulso, se voglio io!
Ieri si è svolta la 4° giornata dei gironi di Champions League con buoni risultati per le italiane, qualche sorpresa e uno strano caso in Real-Ajax.
Nel girone E oltre alla stentata vittoria del Basilea sul Cluj per 1-0 che consente agli elvetici di sperare ancora nella qualificazione assistiamo alla bellissima vittoria per 3-2 della Roma sul Bayern; una prova di carattere dei ragazzi di Ranieri, che in 45 minuti ribaltano il 2-0 subito nel primo tempo dai vicecampioni di Europa, dando grossissime chanches alla Roma di qualificarsi, e segnando questa partita come una delle più memorabili della storia della squadra capitolina, per la stessa ammissione della presidente, Rossella Sensi.
Nel girone F il Chelsea rispetta i pronostici con molta fatica, dopo essere stata messa sotto (in casa) dalla matricola Zilina, mentre il Marsiglia, con il 3-0 della trasferta russa, in casa dello Spartak Mosca si porta al secondo posto del girone, ma con solo 3 punti sulla terza in classifica.
Nel girone G il Milan guadagna la qualificazione battendo in trasferta l'Auxerre per 2-0 mentre il Real si assicura il primo posto con il 4-0 di Amsterdam. Ed è proprio in questa partita che c'è un caso spinoso per la Uefa. Sembra infatti che negli ultimi minuti di partita Mourinho abbia "comandato" a due suoi giocatori, Xabi Alonso e Sergio Ramos di farsi espellere (erano ammoniti) per evitare la diffida negli ottavi di Champions. A sostegno di questa tesi ci sono le immagini di alcuni dialoghi (Mou-Dudek, Dudek-Casillas, Casillas-Sergio Ramos) con cui Mourinho potrebbe aver avanzato la strana richiesta ai suoi giocatori. I due giocatori sono stati entrambi espulsi per doppia ammonizione, in cui la seconda ammonizione data per una sciocca perdita di tempo. L'Uefa sta indagando, ma certamente, data anche la prevedibile reticenza dei giocatori, sarà molto difficile confermare questa ipotesi che certamente toglie spettacolo al gioco del calcio, un gioco evidentemente non più genuino ma dove prevalgono questi scorretti tatticismi.
Nel girone H si complica la situazione dell'Arsenal, a vantaggio dello Shakhtar Donetsk. Gli inglesi infatti perdono 2-0 contro i portoghesi dello Sporting Braga, mentre gli ucraini vincono agevolmente contro il Partizan di Belgrado, ancora a zero punti.
Speriamo per questa sera di poter vedere ancora squadre italiane vincenti, nonostante il brutto periodo dell'Inter, e speriamo anche che episodi di questo genere, con espulsioni pilotate (o presunte tali) non si verifichino più, il calcio dovrebbe essere uno show equo, dove la moralità è più importante della competizione.
Nel girone E oltre alla stentata vittoria del Basilea sul Cluj per 1-0 che consente agli elvetici di sperare ancora nella qualificazione assistiamo alla bellissima vittoria per 3-2 della Roma sul Bayern; una prova di carattere dei ragazzi di Ranieri, che in 45 minuti ribaltano il 2-0 subito nel primo tempo dai vicecampioni di Europa, dando grossissime chanches alla Roma di qualificarsi, e segnando questa partita come una delle più memorabili della storia della squadra capitolina, per la stessa ammissione della presidente, Rossella Sensi.
Nel girone F il Chelsea rispetta i pronostici con molta fatica, dopo essere stata messa sotto (in casa) dalla matricola Zilina, mentre il Marsiglia, con il 3-0 della trasferta russa, in casa dello Spartak Mosca si porta al secondo posto del girone, ma con solo 3 punti sulla terza in classifica.
Nel girone G il Milan guadagna la qualificazione battendo in trasferta l'Auxerre per 2-0 mentre il Real si assicura il primo posto con il 4-0 di Amsterdam. Ed è proprio in questa partita che c'è un caso spinoso per la Uefa. Sembra infatti che negli ultimi minuti di partita Mourinho abbia "comandato" a due suoi giocatori, Xabi Alonso e Sergio Ramos di farsi espellere (erano ammoniti) per evitare la diffida negli ottavi di Champions. A sostegno di questa tesi ci sono le immagini di alcuni dialoghi (Mou-Dudek, Dudek-Casillas, Casillas-Sergio Ramos) con cui Mourinho potrebbe aver avanzato la strana richiesta ai suoi giocatori. I due giocatori sono stati entrambi espulsi per doppia ammonizione, in cui la seconda ammonizione data per una sciocca perdita di tempo. L'Uefa sta indagando, ma certamente, data anche la prevedibile reticenza dei giocatori, sarà molto difficile confermare questa ipotesi che certamente toglie spettacolo al gioco del calcio, un gioco evidentemente non più genuino ma dove prevalgono questi scorretti tatticismi.
Nel girone H si complica la situazione dell'Arsenal, a vantaggio dello Shakhtar Donetsk. Gli inglesi infatti perdono 2-0 contro i portoghesi dello Sporting Braga, mentre gli ucraini vincono agevolmente contro il Partizan di Belgrado, ancora a zero punti.
Speriamo per questa sera di poter vedere ancora squadre italiane vincenti, nonostante il brutto periodo dell'Inter, e speriamo anche che episodi di questo genere, con espulsioni pilotate (o presunte tali) non si verifichino più, il calcio dovrebbe essere uno show equo, dove la moralità è più importante della competizione.
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